Famiglia e persone
- Separazione
- Divorzio
- Adozione
- Modificare l’assegno di mantenimento
- Figli nati fuori dal matrimonio
- Amministratore di sostegno
- Accettare o rinunciare a un’eredità
Casa e condominio
- Ho ricevuto un’intimazione di sfratto
- Sfrattare un inquilino moroso
- Impugnare una delibera condominiale
Debiti, crediti e notifiche
- Recuperare un credito
- Ho ricevuto un decreto ingiuntivo
- Ho ricevuto un precetto o un pignoramento
- Ho ricevuto una notifica via PEC o nell’area web
Lavoro e previdenza
- Ho ricevuto una lettera di licenziamento
- TFR non pagato: il Fondo di garanzia INPS
- Invalidità civile e previdenza
Danni e risarcimenti
Fisco
Spese legali
Imprese, professionisti e pubbliche amministrazioni sono obbligati ad avere un indirizzo PEC iscritto nei pubblici elenchi; anche i cittadini possono eleggere un domicilio digitale. A quell’indirizzo l’avvocato o l’ufficiale giudiziario possono notificare atti giudiziari (citazioni, ricorsi, decreti ingiuntivi, precetti) con lo stesso valore della notifica tradizionale.
L’area web riservata
Se la notifica via PEC non va a buon fine per causa imputabile al destinatario (ad esempio casella piena, non attiva o non valida), l’atto viene inserito in un’area riservata del portale dei servizi telematici del Ministero della giustizia, collegata al codice fiscale del destinatario e consultabile con SPID, CIE o CNS. La notifica si considera eseguita il decimo giorno successivo all’inserimento oppure, se anteriore, nel giorno in cui il destinatario accede all’area.
Per approfondire: La prova dell’inserimento dell’atto da notificare nell’area web: avvocato e UNEP, quali differenze.
Cosa fare
- controllare con regolarità la casella PEC e tenerla attiva e non piena;
- non sottovalutare un messaggio che contiene un atto giudiziario: i termini per difendersi possono essere brevi (40 giorni per il decreto ingiuntivo, 20 per l’opposizione agli atti esecutivi);
- conservare il messaggio PEC completo (file .eml) e non solo gli allegati: serve a verificare data e regolarità della notifica;
- verificare il mittente prima di aprire allegati: esistono messaggi fraudolenti che imitano le notifiche.
Documenti da portare
- il messaggio PEC completo (inoltrato come allegato o salvato in formato .eml) con le ricevute;
- gli atti allegati, compresi i file firmati digitalmente (.p7m);
- l’eventuale avviso di inserimento nell’area web.
Le informazioni contenute in questa pagina hanno carattere generale e non sostituiscono la consulenza sul caso concreto. Testo aggiornato a ottobre 2026.
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I termini per difendersi possono essere brevi: contatta lo Studio il prima possibile e porta con te l’atto ricevuto, con la busta o la PEC di notifica.
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