Famiglia e persone
- Separazione
- Divorzio
- Adozione
- Modificare l’assegno di mantenimento
- Figli nati fuori dal matrimonio
- Amministratore di sostegno
- Accettare o rinunciare a un’eredità
Casa e condominio
- Ho ricevuto un’intimazione di sfratto
- Sfrattare un inquilino moroso
- Impugnare una delibera condominiale
Debiti, crediti e notifiche
- Recuperare un credito
- Ho ricevuto un decreto ingiuntivo
- Ho ricevuto un precetto o un pignoramento
- Ho ricevuto una notifica via PEC o nell’area web
Lavoro e previdenza
- Ho ricevuto una lettera di licenziamento
- TFR non pagato: il Fondo di garanzia INPS
- Invalidità civile e previdenza
Danni e risarcimenti
Fisco
Spese legali
Gli atti più frequenti sono l’avviso di accertamento (con cui l’amministrazione finanziaria rettifica i redditi o le imposte dichiarate), la cartella di pagamento (con cui l’agente della riscossione chiede il pagamento di somme iscritte a ruolo), l’avviso di addebito dell’INPS e l’intimazione di pagamento. Ciascuno ha regole proprie: la prima cosa da fare è capire con esattezza di quale atto si tratta e quando è stato notificato.
Cosa verificare
- la regolarità della notifica e la data in cui è avvenuta;
- se il credito è prescritto o se l’amministrazione era decaduta dal potere di accertare;
- la correttezza degli importi, delle sanzioni e degli interessi;
- se l’atto è stato preceduto, quando la legge lo richiede, dal contraddittorio con il contribuente.
Le strade possibili
1. Autotutela. Si può chiedere all’ufficio di annullare o correggere un atto illegittimo; l’istanza non sospende il termine per il ricorso.
2. Accertamento con adesione. Contro l’avviso di accertamento si può chiedere un confronto con l’ufficio per definire la pretesa con sanzioni ridotte; la richiesta sospende il termine per il ricorso.
3. Pagamento rateale o definizioni agevolate. L’agente della riscossione consente la rateizzazione; periodicamente la legge prevede anche definizioni agevolate dei carichi.
4. Ricorso. Si propone davanti alla Corte di giustizia tributaria (o al giudice del lavoro per i contributi). Per le liti di valore superiore a 3.000 euro è necessaria l’assistenza di un difensore abilitato.
Dal 1° gennaio 2027 le regole del processo tributario, della riscossione e dell’accertamento confluiscono nei nuovi testi unici (d.lgs. 175/2024, d.lgs. 33/2025 e d.lgs. 141/2026): i termini indicati sopra restano invariati.
Documenti da portare
- l’atto ricevuto, con la busta o la PEC di notifica;
- le comunicazioni precedenti (avvisi bonari, inviti al contraddittorio, verbali);
- le dichiarazioni fiscali e i documenti contabili dell’anno interessato;
- le ricevute di pagamenti e di eventuali rateizzazioni;
- se disponibile, l’estratto di ruolo richiesto all’agente della riscossione.
Le informazioni contenute in questa pagina hanno carattere generale e non sostituiscono la consulenza sul caso concreto. Testo aggiornato a ottobre 2026.
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